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Pubblicato il 4 agosto 2026

Politica di sicurezza

L’ordine mondiale è in piena trasformazione. La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina ha segnato una rottura nell’architettura di sicurezza europea. Cresce la rivalità tra le grandi potenze, mentre i rapidi sviluppi tecnologici rappresentano un’ulteriore sfida. In quanto Stato neutrale, la Svizzera rafforza il proprio impegno a favore del dialogo multilaterale, del controllo degli armamenti e della difesa del diritto internazionale.

Una foto mostra un edificio residenziale colpito da un attacco con droni nel corso dell'offensiva russa contro l'Ucraina, a Sumy, in Ucraina, il 30 gennaio 2025.

Oggi la sicurezza internazionale risente dei crescenti antagonismi tra le grandi potenze e le potenze regionali emergenti. Allo stesso tempo emergono nuovi rischi di natura transfrontaliera legati alla politica di sicurezza, come il terrorismo di matrice jihadista, gli sviluppi tecnologici e le minacce ibride (p. es. le attività di influenza e le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla sicurezza). Infine, le violazioni gravi del diritto internazionale continuano ad aumentare. Tutti questi fattori portano a una perdita di stabilità dell’ordine mondiale.

Nella sua politica estera, la Svizzera è favorevole a un ordine mondiale basato sul diritto internazionale. Si impegna nel disarmo e nella lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, oltre a partecipare alla ricerca di soluzioni principalmente tramite la cooperazione multilaterale, per esempio con organizzazioni internazionali come l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), le Nazioni Unite (ONU), l’Unione europea (UE) e l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO).

La Svizzera continua a battersi per la sicurezza in Europa. A questo proposito, nel contesto della guerra in Ucraina, nel 2022 ha organizzato a Lugano la prima Ukraine Recovery Conference (URC), nel gennaio del 2024 un incontro dei consiglieri per la sicurezza nazionale a Davos e nel giugno dello stesso anno la Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina tenutasi sul Bürgenstock. La Svizzera offre anche piattaforme informali per discutere sul futuro dell’architettura di sicurezza in Europa.

La politica estera è politica interna

Sul piano politico, le minacce alla sicurezza si manifestano sempre più spesso attraverso strumenti quali attacchi informatici, disinformazione o misure di coercizione economica, che incidono sia sulla sicurezza esterna che su quella interna. È quindi essenziale che i vari servizi dell’Amministrazione federale operino in stretta collaborazione tra loro. La Delegazione Sicurezza del Consiglio federale (DelSic) e il Comitato ristretto Sicurezza (CrS) sono i due organi più importanti dell’Amministrazione federale a questo proposito. In linea con l’approccio pangovernativo (whole of government approach), il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in collaborazione con altri dipartimenti interessati, sostiene il Consiglio federale stilando rapporti regolari sulle sfide in materia di politica di sicurezza e sulla loro importanza per la Svizzera.

Competizione tra grandi potenze e impatto sul multilateralismo

La situazione della sicurezza a livello globale è caratterizzata da un’intensificazione delle rivalità regionali e globali. Questo antagonismo – che si riflette soprattutto nella lotta per l’influenza politica, economica e militare e per il controllo di infrastrutture, tecnologie e risorse – compromette la cooperazione multilaterale tra gli Stati, da cui dipende anche la Svizzera. I Paesi occidentali sono visibilmente sollecitati a trovare un equilibrio tra i loro interessi economici e di politica di sicurezza.

L’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina ha messo a dura prova l’efficacia degli organismi multilaterali anche in Europa. Ciò vale in particolare per l’OSCE, un’organizzazione che dipende fondamentalmente dalla volontà dei suoi membri di trovare soluzioni e compromessi, e che è essenziale salvaguardare soprattutto in tempi di crisi: è infatti l’unica piattaforma regionale a riunire non solo i Paesi europei, ma anche quelli nordamericani e asiatici cruciali per la sicurezza del continente europeo. Grazie alla sua inclusività e al suo approccio onnicomprensivo alla sicurezza, l’OSCE continua a essere un’importante piattaforma di dialogo e cooperazione per risolvere le crisi in modo pacifico e duraturo. Nel 2026 la Svizzera ha assunto per la terza volta la presidenza di questa organizzazione e si adopera affinché non siano compromesse la sua capacità di agire e di fungere da piattaforma inclusiva per il dialogo tra tutti gli Stati partecipanti.

Il carattere rivoluzionario delle nuove tecnologie

Gli sviluppi tecnologici offrono ai Paesi di tutto il mondo un’ampia gamma di opportunità per migliorare le condizioni di vita, ma comportano al contempo rischi e sfide fondamentali da affrontare. In particolare, l’ulteriore sviluppo delle attrezzature militari e dei sistemi d’arma autonomi sta rivoluzionando radicalmente il modo in cui si combattono i conflitti e si affrontano le crisi. Si assiste inoltre a una maggiore dipendenza dagli attori privati, siano essi attivi nel sostegno alle forze armate e di sicurezza (p. es. le società di sicurezza private) o nella produzione (p. es. le aziende tecnologiche).

La rapida diffusione e la facile disponibilità di queste tecnologie complicano gli sforzi normativi internazionali. La loro democratizzazione aumenta anche il rischio di un uso improprio da parte di attori non statali, come accade per esempio per i droni.

Controllo delle società militari e di sicurezza private

Le società militari e di sicurezza private (Private military and security companies, PMSC) sono oggi attive in tutto il mondo e in circostanze molto diverse, dalle zone di conflitto armato alla protezione di infrastrutture critiche in contesti stabili. Le prestazioni da loro offerte sono molto variegate: oltre ai tradizionali servizi di sicurezza, come la protezione di persone e beni, molte società offrono supporto operativo e logistico, ma anche formazioni e consulenze rivolte agli organi statali competenti in materia di sicurezza. L’ampio ventaglio di attività e i contesti sensibili in cui intervengono queste società rendono evidente la necessità di una regolamentazione chiara e di meccanismi di controllo efficaci.

In qualità di copromotrice del Documento di Montreux e del Codice di condotta internazionale per i servizi privati di sicurezza (International Code of Conduct for Private Security Service Providers, ICoC), la Svizzera ha contribuito in modo significativo allo sviluppo di norme internazionali per le PMSC e continua a sostenerne l’attuazione nel quadro di varie iniziative multilaterali. Inoltre, a livello nazionale, la Svizzera dispone della legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all’estero (LPSP), un atto normativo vincolante che rafforza la regolamentazione efficace degli attori privati della sicurezza e contribuisce concretamente a promuovere la sicurezza e la stabilità internazionali.

Cooperazione internazionale in materia di sicurezza

Per poter far fronte alle nuove minacce, nell’ambito della sua politica di sicurezza la Svizzera collabora con organizzazioni come l’ONU e l’OSCE.

Cibersicurezza

La Svizzera si impegna a favore di uno spazio digitale aperto, libero e sicuro per ridurre al minimo i rischi derivanti dall’uso improprio delle tecnologie digitali.

Lotta al terrorismo

Il terrorismo minaccia la società libera e pluralista. Nella lotta contro il terrorismo, la Svizzera rispetta il diritto internazionale.

Disarmo e non proliferazione

La Svizzera si impegna affinché le armi di distruzione di massa siano completamente eliminate (disarmo) o perlomeno non si diffondano ulteriormente (non proliferazione).

Controlli all’esportazione

La Svizzera controlla l'importazione, l'esportazione, il transito e la mediazione di beni per impedire la proliferazione delle armi di distruzione di massa.  

Prestazioni di sicurezza private

Le prestazioni delle società di sicurezza private sono molto richieste in tutto il mondo. La LPSP ne costituisce il quadro giuridico di riferimento.

Contatto

Divisione Sicurezza internazionale
Segreteria di Stato SES-DFAE
Effingerstrasse 27
3003 Berna