Di fronte allo scioglimento dei ghiacciai in Asia centrale c’è bisogno della massima cooperazione


Due uomini su un ghiacciaio, muniti di materiale di lavoro.
Due ricercatori kirghisi piantano dei pali di misurazione con l’aiuto di una trivella a vapore, allo scopo di studiare il graduale scioglimento del ghiacciaio Golubin in Kirghizistan. © M. Hoelzle/Università di Friburgo M. Hoelzle

Come rispondere al fabbisogno d’acqua di 68 milioni di abitanti dell’Asia centrale valorizzando al contempo i grandi ghiacciai del Kirghizistan, del Tagikistan, dell’Uzbekistan e del Kazakhstan? Un progetto della DSC promuove una cooperazione regionale su base volontaria e un rigoroso monitoraggio scientifico della trasformazione dei ghiacciai.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Asia centrale
Acqua
Diplomazia e sicurezza dell'acqua
Politica del settore idrico
Conservazione delle risorse idriche
01.05.2017 - 31.12.2020
CHF 1'200'000

L’inevitabile scioglimento dei ghiacciai dovuto al riscaldamento globale, i pericoli rappresentati dai laghi glaciali, ma anche le opportunità che ne derivano: tutti ambiti che la Svizzera conosce bene. Per questo, da diversi anni la DSC instaura partenariati tra scienziate e scienziati svizzeri e stranieri per esportare il know-how del nostro Paese in materia di analisi dei ghiacciai. 

Sulla scia di numerosi progetti di ricerca realizzati nella Cordigliera delle Ande e in India, da qualche anno la DSC collabora attivamente anche con alcuni centri di ricerca in Asia centrale.

Immensi serbatoi d’acqua per combattere la siccità

La regione che ospita Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Kazakhstan e Turkmenistan è caratterizzata da forti contrasti: da un lato vi sono estati aride che rendono necessari sistemi d’irrigazione efficaci, dall’altro vi sono catene montuose e persino ghiacciai che fungono da immensi serbatoi d’acqua. O almeno finora è stato così. 

Sul lungo periodo, infatti, il previsto scioglimento dei ghiacciai rischia di non garantire più un approvvigionamento sufficiente di acqua. Nasce da qui, nella prospettiva del riscaldamento globale, l’esigenza di realizzare un sistema di cooperazione transfrontaliera efficace e lungimirante in materia di gestione delle risorse idriche. In molti casi, però, la captazione dell’acqua e la ripartizione dei volumi idrici disponibili tra i Paesi confinanti dell’Asia centrale sono dettate da priorità prettamente nazionali, in una logica di concorrenza.

Consultazioni politiche

È quindi giunto il momento di far evolvere questo stato di cose. Dopo numerose consultazioni politiche, gli Stati interessati hanno sentito l’esigenza di affidare alla Svizzera il ruolo di consulente in materia di gestione sostenibile delle risorse idriche della regione. Oggi la DSC realizza questo impegno della Svizzera gettando le basi per una migliore collaborazione sul piano politico e su quello scientifico. 

Concretamente la DSC lavora a uno scambio di informazioni più sistematico tra i vari governi; inoltre, per produrre dati scientifici di qualità, sostiene gli sforzi di un gruppo di ricercatori dell’Università di Friburgo la cui missione è formare, nel corso dei prossimi anni, esperte ed esperti locali di punta nel settore della glaciologia. 

L’azione della DSC s’iscrive nel quadro dell’iniziativa «Blue Peace», co-avviata dalla Svizzera, che difende una gestione pacifica delle risorse idriche in varie regioni del mondo. In Asia centrale la DSC può contare su una rete di partner internazionali e regionali attivi nel settore dell’acqua.

Lotta contro la povertà e riduzione del rischio di catastrofi

In ultima istanza sono gli abitanti della regione a notare miglioramenti nella loro vita di tutti i giorni: infatti non solo possono rifornirsi di acqua potabile e di acqua per irrigare le loro colture, ma vedono anche aumentata la propria sicurezza. Quando i governi decidono di cooperare, i rischi di conflitti diminuiscono. A livello di climatologia, infine, un rigoroso monitoraggio dello scioglimento dei ghiacciai permetterà di anticipare in modo più efficace i rischi di catastrofi naturali. 

Da oltre vent’anni la DSC si adopera a favore di una gestione idrica integrata, trasparente e fondata sulle esigenze concrete in Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, tre Paesi prioritari della cooperazione svizzera a est del continente europeo. Con il progetto attuale e il forte impulso dato alla cooperazione transfrontaliera, le prospettive di vita delle popolazioni locali dovrebbero migliorare in modo tangibile.

View of the Golubin glacier.
Il ghiacciaio Golubin, molto vicino a Biškek, capitale del Kirghizistan, occupa una superficie di 5,5 km2. A titolo comparativo, il ghiacciaio dell’Aletsch in Svizzera ha una superficie di 86 km2. © M. Hoelzle/Università di Friburgo