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Nel mese di giugno del 2016, il presidente colombiano e il capo dei guerriglieri delle FARC si stringono la mano dopo aver firmato il trattato di pace all’Avana, alla presenza di Raúl Castro.
Nel mese di giugno del 2016, il presidente della Colombia e il capo delle FARC suggellano il trattato di pace all’Avana, alla presenza di Raúl Castro. (© Keystone)

Nel campo della mediazione nel caso di negoziati di pace e in quello del sostegno alla mediazione e ai negoziati, la Svizzera è un partner molto richiesto e riconosciuto a livello internazionale. Negli scorsi anni ha seguito oltre 30 processi di pace in più di 20 Paesi. Sempre più spesso la Svizzera mette a disposizione di organizzazioni internazionali, come l’ONU o l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), esperti ed esperte che, su mandato dell’organizzazione stessa, mediano in situazioni di conflitto.

In accordo con le parti in conflitto, la Svizzera crea le condizioni necessarie per portare avanti i negoziati, senza schierarsi o influenzare il contenuto delle discussioni. Aiuta le parti a identificare le cause dello scontro, a formulare le proprie esigenze e a elaborare soluzioni.

La mediazione fa parte dei buoni uffici (PDF, 1 Pagina, 182.4 kB, Italiano)

Esistono cinque tipi di servizi di mediazione:

1. Sostegno al dialogo

La Svizzera rende possibile e struttura il dialogo tra le parti in conflitto al fine di migliorare la comprensione reciproca.

Esempio: nella Repubblica democratica del Congo il nostro Paese sostiene il dialogo tra le comunità, le autorità locali e le forze di sicurezza. Il dialogo contribuisce a facilitare la convivenza e a prevenire l’insorgere di violenza armata o politica.

2. Facilitazione

Mediazione «light»: su richiesta, la Svizzera interviene in qualità di facilitatrice per agevolare colloqui, chiarire le esigenze delle parti e preparare i processi di pace futuri.

Esempio: facilitazione del «Civil Society Support Rooms», che ha permesso di coinvolgere la società civile siriana nell’ambito dei negoziati di pace di Ginevra per la Siria sotto l’egida dell’ONU.

3. Sostegno ai negoziati

La Svizzera sostiene le parti, per quanto riguarda l’aspetto contenutistico, con le proprie conoscenze specialistiche e il proprio know-how, ad esempio mostrando come si possono condurre i negoziati.

Esempi: negoziati di pace tra il governo colombiano e le FARC condotti tra il 2012 e il 2016 nella capitale cubana dell’Avana o i colloqui di pace in Mozambico, che la Svizzera coordina e segue dal 2017 su richiesta del Governo e dell’opposizione.

4. Sostegno alla mediazione

La Svizzera aiuta le parti in conflitto a strutturare il processo di mediazione oppure aiuta altri incaricati della mediazione, per esempio per definirne aspetti contenutistici o lo svolgimento, senza tuttavia condurre direttamente la mediazione.

Esempio: in Siria la Svizzera promuove l’inclusione dei civili nel processo di pace mediante una piattaforma per il dialogo (Civil Society Support Room) creata a Ginevra.

5. Mediazione

La Svizzera è responsabile del processo: lo gestisce sotto il profilo strategico e del contenuto, e dirige il team di mediazione. Mette inoltre a disposizione le proprie conoscenze specialistiche in questo campo.

Esempio: la mediazione tra il Governo del Mozambico e il partito di opposizione RENAMO nel 2017 e 2018.

Professionalizzazione

Per far fronte alle richieste di mediazione che le vengono rivolte, la Svizzera aumenta le proprie capacità e professionalizza la mediazione. Insieme a partner quali swisspeace organizza regolarmente corsi di formazione e di perfezionamento. Da novembre 2017, inoltre, contribuisce a un master in mediazione per la pace del Politecnico federale di Zurigo. Questo corso di studi unico al mondo è sostenuto anche dalla Germania, dalla Finlandia e dalla Svezia come pure dall’ONU e dall’OSCE.

Master in mediazione per la pace PFZ (en)


Ultima modifica 01.06.2022

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