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I quattro attori della cooperazione internazionale della Svizzera impegnati in Ucraina

L’impegno profuso dalla SECO, dalla DSC (Cooperazione con l’Europa dell’Est e Aiuto umanitario) e dalla DPDU contribuisce a offrire all’Ucraina un sostegno efficace, coerente e flessibile.

La rivolta di Maidan, svoltasi tra il 2013 e il 2014, ha riunito tutti gli strati della società ucraina, che si sono schierati contro un sistema socioeconomico ispirato all’ex Unione Sovietica e nel quale non si riconoscevano più. Sin dalla sua indipendenza, acquisita nel 1991, l’Ucraina non ha mai smesso di lottare per scardinare il dominio oligarchico, la corruzione e l’instabilità finanziaria, che avevano fatto sprofondare la popolazione nella povertà. La rivolta di Maidan si è man mano estesa a tutte le regioni del Paese dando l’impulso per un vasto processo di riforme strutturali volte a migliorare al contempo le istituzioni statali e il benessere della società.

Da allora, nel Paese si lavora per avviare transizioni a livello politico, economico e sociale che sono appoggiate da una moltitudine di attori nazionali, internazionali e multilaterali. Tuttavia, le riforme promesse sono state spesso messe a dura prova: un conflitto armato, la pandemia di COVID-19 e la transizione energetica e ambientale sono sfide supplementari a cui hanno dovuto far fronte le autorità ucraine. Vista l’ampiezza dei cantieri in corso e considerato l’enorme numero di soggetti coinvolti, è diventata sempre più evidente a tutti la necessità di un maggiore coordinamento (cfr. articolo seguente). 

L’attacco russo all’Ucraina, in corso dal 24 febbraio, pone una grande sfida per l’attuazione del programma di riforma: le priorità del Governo ucraino stanno cambiando e le riforme vengono rimandate; la gestione della situazione umanitaria sta passando in primo piano; il dialogo e i processi di conciliazione sembrano sospesi a causa dei combattimenti; le necessità in materia di pace, economia e sviluppo sostenibile diventeranno indubbiamente ancor più importanti dopo la guerra.

L’impegno profuso finora verrà portato avanti, nel limite del possibile, mantenendo le più severe misure di sicurezza; al contempo le risorse verranno trasferite in funzione delle nuove necessità e pianificate in vista della ripresa dell’Ucraina.

La Svizzera è impegnata in Ucraina da oltre 25 anni

La Svizzera rimane presente in Ucraina con la sua cooperazione internazionale (CI). Impegnata a favore del Paese da oltre 25 anni, in circa due decenni ha investito in quest’ambito un importo pari a 27 milioni di franchi all’anno per lavori di sostegno direttamente sul posto.

Lo ha fatto tramite i quattro attori della CI, ossia la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), le Divisioni Cooperazione con l’Europa dell’Est e Aiuto umanitario della DSC nonché la Divisione Pace e diritti umani del DFAE (DPDU). L’Ucraina è uno dei rari Paesi per i quali la Svizzera svolge un simile programma di cooperazione con tutti gli strumenti di cui dispone. Ciò consente, di fatto, di garantire la coerenza, la complementarità e l’efficacia dell’impegno della Confederazione. Le attività sostenute hanno carattere trasversale e riguardano più ambiti prioritari, come la promozione della pace, della prosperità, della sostenibilità e anche della digitalizzazione.

Strategia di cooperazione internazionale e Agenda 2030

In linea con il suo impegno in Ucraina, la Svizzera garantisce una partecipazione attiva nel quadro dell’OSCE. Il sostegno alle riforme, che sia in materia di decentramento, di promozione del rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, di economia o di sanità, mira a garantire alla popolazione locale condizioni quadro stabili e servizi di qualità.

Tutte le attività menzionate sopra sono contenute nella Strategia di cooperazione internazionale 2021–2024, che a sua volta è uno strumento di politica estera della Svizzera. Anche questo maggiore impegno si inserisce nel quadro dell’attuazione dell’Agenda 2030.

Ultima modifica 20.06.2022